Sentivo la necessità di rinnovarmi, di scoprire qualcosa di nuovo, ed è venuto fuori il reportage.È già più di un anno che ho cominciato, che ho avuto questa idea, come ho detto prima, di reintegrare la realtà, atomizzata in tanti pezzetti di carta, per mezzo del riporto fotografico.

(Mimmo Rotella, 1965)

Mimmo Rotella. Una mostra da Cardi Gallery London

Curata da Antonella Soldaini, in collaborazione con il Mimmo Rotella Institute, la mostra ospitata da Cardi Gallery London offre la più completa panoramica della pratica di Rotella esposta nel Regno Unito. Le 74 opere che occupano i cinque piani della sede settecentesca della galleria in Grafton Street, al centro del quartiere Mayfair, costituiscono la più completa selezione mai esposta. Riporti fotograficie degli artypos sono realizzati dall’artista dagli anni ’60 agli anni ’80.

La mostra coincide anche con la pubblicazione del Secondo Volume del Catalogo Ragionato Mimmo Rotella (1962-1973) a cura di Germano Celant, di prossima uscita.

Aspetto visionario e ricerca specifica

Se l’artista è oggi probabilmente più conosciuto per i suoi décollages, realizzati con i manifesti strappati dai muri delle strade di Roma. Beyond Décollage mette in luce come Mimmo Rotella (1918 – 2006) sia stato uno dei pionieri della Pop Art lavorando negli stessi anni di Andy Warhol e Robert Rauschenberg. L’esposizione pone in risalto l’aspetto visionario della ricerca dell’artista italiano. Tra i primi a utilizzare il processo fotografico per la riproduzione di un caleidoscopio di immagini iconiche su materiali tradizionali, associati all’arte più convenzionale, come la tela e la carta.

Cinema e immaginario popolare

Rotella ha creato una forma d’arte capace di raccontare il suo tempo unendo la potenza delle icone del cinema e dell’immaginario popolare con la storia della pittura. Lo ha fatto mettendo in pratica nuove tecniche per trasformare la tela tradizionale in una superficie fotografica, uno spazio per stratificare, stampare ed esplorare le potenzialità dell’immagine. 

Sperimentazione di tecniche e riproduzione fotomeccanica

L’artista ha sperimentato le tecniche di riproduzione fotomeccanica su tela con i riporti fotografici e la stratificazione di immagini prese dai giornali e dai media più popolari con gli artypos. Queste opere traducono con un montaggio poliedrico la cultura emergente del consumismo dell’Italia del dopoguerra. L’appropriazione delle immagini e delle icone della cultura del tempo – da La Dolce Vita a Jacqueline Kennedy, dalla prima passeggiata spaziale al rapimento di Aldo Moro – unisce l’aspetto più giocoso e colorato con quello storico e più drammatico, offrendo un ritratto dell’Italia del boom economico che andava verso la ridefinizione della sua identità moderna a seguito della guerra.